Ipnosi

Il termine ipnosi di solito provoca reazioni negative, di diffidenza. Eppure l’esperienza della trance esiste da secoli, in tantissime culture, anche se sotto forme diverse, spesso circondate da un’aurea di misticismo, come un qualcosa di “magico” e di inspiegabile.

“L’ipnosi non è una pratica misteriosa rigorosamente confinata nello studio del terapeuta, o nel laboratorio dello sperimentatore; essa è un modo di comunicare, una dimensione di vita che investe tutta la persona e proietta i suoi benefici effetti in tutte le direzioni e su tutti gli aspetti del comportamento umano…”

R. Bandler e J. Grinder dal libro “Ipnosi e Trasformazione”

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Milton H. Erickson, considerato il più grande ipnotista di tutti i tempi, modello di riferimento per i professionisti del nostro studio.

Cos’è l’ipnosi

Quando si sente parlare di ipnosi, spesso la si associa a quella che viene definita “ipnosi da palcoscenico” o ad altre leggende metropolitane quali: rapine effettuate da ambigui personaggi dai tratti orientaleggianti che, mandando in trance l’individuo, gli sottraggono denaro, gioielli, etc.; altre volte ancora si pensa che l’ipnotista sia una persona dotata di grande carisma o che possieda chissà quali poteri.
Niente di più fuorviante!
Una volta una persona, venuta nel nostro studio per un incontro, si è stupita nel vederci vestiti con pantaloni e camicia, e gli è uscito un “ma siete vestiti normali?”.
Ecco perché riteniamo utile scrivere questa pagina, che speriamo possa aiutarvi ad avere una visione corretta di questa tecnica terapeutica.

Riferimento teorico

I professionisti del nostro studio, che utilizzano l’ipnosi, hanno come riferimento il lavoro di M.H. Erickson, psichiatra e psicoterapeuta californiano che utilizzò e diffuse le tecniche di quella che viene chiamata la “nuova ipnosi”. M.H. Erickson è stato considerato il più grande ipnotista di tutti i tempi, egli era solito iniziare le induzioni con la frase “La mia voce ti accompagnerà…”. Infatti è fondamentalmente di questo che si tratta: accompagnare la persona in uno stato di trance o stato di coscienza modificato. Questa esperienza è molto più comune di quanto si pensi: ad esempio quando siamo immersi nella lettura di un libro che ci piace molto, o quando ascoltiamo una canzone, oppure durante la meditazione, ecc. Erickson sosteneva, dimostrandolo poi nella pratica, che potenzialmente tutte le persone sono in grado di entrare in trance, quello che varia è il grado di profondità che eventualmente si riesce a raggiunge.

A cosa serve

L’ipnosi è uno strumento tramite il quale si possono mobilitare o creare risorse di cui a volte non siamo consapevoli. M.H. Erickson diceva “… E’ molto importante che le persone sappiano che il loro inconscio è molto più intelligente di loro”. Con le tecniche ipnotiche si può accedere direttamente all’emisfero destro del cervello, che è convenzionalmente considerato la sede dell’inconscio quindi delle capacità creative, immaginative e intuitive, mentre quello sinistro sappiamo fa da base alle capacità analitiche, logiche e razionali. Entrando in uno stato di trance l’emisfero sinistro sospende il continuo esame critico della realtà lasciando così inalterato il funzionamento dell’emisfero destro, che diviene in tal modo più recettivo alle tecniche utilizzate per agevolare il cambiamento richiesto al terapeuta.
Vi è mai capitato di dire: “Se tornassi indietro adesso sì che saprei come comportarmi in quella situazione, con quella persona, etc…”? Con l’ipnosi è possibile fare questo: aggiornare l’esperienza emotiva, poterla rivivere ora con risorse positive che la prima volta non avevamo a disposizione. Possiamo riaccedere a quella esperienza e renderla emotivamente neutra. E molte altre cose ancora.
L’ipnosi viene utilizzata da anni in vari contesti e per vari scopi. Possiamo rassicurarvi sul fatto che porta a dei veri cambiamenti ma che nulla avviene contro i principi morali della persona, si è comunque sempre consapevoli di ciò che avviene.

Cosa succede nella trance

Quando si entra nello stato di trance avvengono alcuni cambiamenti fisiologici come rallentamento della respirazione, del battito cardiaco, cambia il tono della voce, l’eloquio è più lento, la deglutizione è rara, la risposta a stimoli dolorosi esterni è molto ridotta, c’è un allentamento della tensione muscolare e un progressivo stato di rilassamento (che spesso alla fine della seduta è molto apprezzato!). Al termine della seduta, la persona viene riaccompagnata allo stato di veglia vigile e si ha come la sensazione del risveglio mattutino dopo un buon riposo.

Casi in cui si utilizza

Un elenco completo delle applicazioni dell’ipnosi è difficile da fornire. Di seguito troverete le principali applicazioni da parte dei nostri professionisti:
– ansia, depressione, attacchi di panico, fobia sociale, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi alimentari, disturbi sessuali;
– dolore dovuto a cefalea, mal di schiena, fibromialgia, patologie varie;
– preparazione al parto;
– malattie a componente psicosomatica: vaginismo, colon irritabile, dermatiti, ulcera, asma, alopecia;
– smettere di fumare;
– difficoltà nel mantenere una dieta dimagrante;
– problemi di motivazione allo studio;
– difficoltà caratteriali nel rapporto con gli altri;
– difficoltà relazionali all’interno della famiglia.

Ipnotizzabilità e profondità della trance
Alcuni autori hanno effettuato delle statistiche sulle percentuali di pazienti che entrano in trance alla prima induzione: tali percentuali oscillano tra il 94 e il 97%.
Si hanno le stesse percentuali anche per la profondità della trance, che arriva ad un livello sufficiente per permettere l’utilizzo della tecnica della risposta ideomotoria. Abbiamo verificato che la maggior parte delle persone sperimenta un buon livello di profondità di trance (almeno media) entro un paio d’incontri. Alcune persone hanno bisogno di qualche altro incontro. Per esperienza sappiamo che è una questione di allenamento, nel senso che ci siamo trovati di fronte a persone che entravano facilmente in uno stato di trance, mentre altre impiegavano un po’ più di tempo per raggiungere un livello di profondità adeguato. Alcuni non entrano né alla prima induzione né dopo cinque, a quel punto siamo noi per primi a proporre altri metodi di intervento.

TECNICHE
Con riferimento al paragrafo precedente, una volta entrati in uno stato di trance si può utilizzare una serie di tecniche che favoriscono il cambiamento nella persona, a seconda del problema per cui ha richiesto la consulenza terapeutica. Essendo lo stato ipnotico uno stato di rilassamento, permette di lavorare direttamente con l’inconscio senza l’interferenza di resistenze e meccanismi di difesa. Di seguito sono presentate alcune tecniche che vengono abitualmente utilizzate dai terapeuti dello studio. Cercheremo di utilizzare un linguaggio semplice e non troppo tecnico, anche se ormai alcuni concetti sono facilmente comprensibili anche a persone “non addette ai lavori”. Di seguito elenchiamo una lista delle cause che solitamente influenzano un problema.
Linguaggio del corpo: i sintomi psicofisiologici sembrano essere l’espressione simbolica di sentimenti che la persona non è in grado di esprimere in maniera diretta, nemmeno a se stessa.
Imprinting: è il processo che permette il fissarsi dei concetti negli schemi del modo di pensare o di sentire della persona. Perché il messaggio resti impresso è necessario ripeterlo più volte, o una sola volta, in un momento di intensa emotività. Questo produrrà effetti su ciò che la persona sente e pensa di sé.
Esperienze del passato: tutti abbiamo vissuto esperienze significative. A partire da queste prevediamo che situazioni simili produrranno risultati simili. Pertanto, si è portati a reagire a situazioni nuove con vecchi schemi comportamentali e vecchie emozioni. Talvolta, queste modalità non sono più efficaci e limitano molto la persona nelle sue interazioni.
Guadagno secondario: a volte i sintomi esperiti, per quanto spiacevoli possano essere, offrono alla persona che li sperimenta un compenso per il fatto di averli provati. Spesso tale compenso non bilancia la sofferenza provata, altrettanto spesso questo compenso non viene ricevuto anzi, sperando nella comprensione e compassione altrui, si viene trattati con fastidio. Ma l’inconscio continua a produrre il sintomo nella speranza di ottenere il compenso.
Identificazione: in questo caso la persona manifesta un sintomo per effetto di un’identificazione inconscia con un’altra persona, per lei importante, che abbia lo stesso sintomo o uno simile. Si può trattare di un familiare o di una persona significativa incontrata nel tempo.
Conflitto: è uno dei concetti classici della psicologia. La persona desidera qualcosa che è proibita dai genitori, dalla società o dai suoi stessi sentimenti o convinzioni interiori. Il sintomo può allora rappresentare la realizzazione simbolica o l’impedimento a realizzarlo.
Autopunizione: non di rado un sintomo può essere un modo per punire la persona per un peccato dimenticato da tempo. A livello teorico è stato spiegato che ciò serve per alleviare i sensi di colpa o per evitare una punizione più dura. Nella pratica si è riscontrato che sembra rappresentare una sorta di deterrente e continuo esempio di cosa accadrà se si “peccherà” ancora.
Tecniche di Svelamento: Affetto-ponte: è una delle più semplici. A volte capita di provare, a seguito di un’esperienza vissuta o che si sta per vivere (un colloquio di lavoro, una frase capita male, l’amico che non risponde al telefono, ecc.), un’emozione o una sensazione di cui non sappiamo spiegare l’origine o cosa la provoca. Questa emozione o sensazione, se spiacevole, potrebbe creare delle difficoltà. A volte il solo recupero dell’episodio originario è sufficiente ad alleviare i sentimenti indesiderati e a produrre cambiamenti nel comportamento.
Tecniche di Svelamento: Terapia degli Stati dell’Io
Uno Stato dell’Io è dato dalla somma di comportamenti, percezioni ed esperienze legati da alcuni principi comuni e separati da altri stati simili. Verosimilmente si può affermare che, in linea con quanto sostenuto dall’Analisi Transazionale (ma anche da altre teorie), ognuno di noi ha all’interno di sé varie parti responsabili di diversi comportamenti, sentimenti ecc. Per chiarire meglio: a volte capita di dire “una parte di me vorrebbe fare questo ma un’altra parte di me non me lo lascia fare”. Vi è mai successo? Ecco, questo è quello che intendiamo per “Stati dell’Io” o più convenzionalmente chiamate “parti”. In ipnosi è possibile dialogare con una delle due, oppure con entrambe, e portarle ad un dialogo tra loro che a livello cosciente non sarebbe possibile.

Tecniche di Attenuazione dell’Affetto: Desensibilizzazione Emotiva 
Quando viene ricordato un episodio traumatico si entra in uno stato emotivo spiacevole in quanto il ricordo recuperato riattiva le emozioni provate in quel momento. Questa tecnica permette di alleviare l’emozione negativa associata al ricordo; in questo modo le sensazioni sgradevoli non producono più lo stesso effetto nel presente. La differenza con la tecnica dell’Affetto-ponte è che in questo caso il ricordo traumatico è conosciuto.

 

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