Fame nervosa

La fame nervosa: cos’è?

La fame nervosa (eating emozionale) è definita come quella problematica in cui la persona ha la tendenza a mescolare le emozioni con l’assunzione di cibo e ad usare il cibo per far fronte alle situazioni emozionali che incontra quotidianamente. La persona che soffre di questa problematica prova un bisogno insopprimibile di mangiare a qualunque ora del giorno. Inizialmente ci si sente soddisfatti ma poi si viene generalmente presi dai sensi di colpa.

Woman eats night stole the refrigerator

La fame nervosa arriva periodicamente e ha una funzione consolatoria, si presenta infatti quando sono presenti delle emozioni specifiche (rabbia, noia, tristezza).

Quanti tipi di fame nervosa esistono?

Il problema della fame nervosa è sempre una conseguenza rispetto delle emozioni e dei pensieri antecedenti.

Infatti, ci sono varie emozioni che precedono il momento di fame nervosa: la tristezza, l’ansia, la noia, la rabbia, la solitudine. Il problema della persona sofferente di fame nervosa e di bulimia è che non sa come gestire l’affetto che prova, allora si scarica (senza volerlo) nel cibo. Appunto perché la persona non sa gestire l’affetto provato il sintomo è sentito come incontrollabile.

Come si può curare la fame nervosa?

I professioni di Modelli di Cambiamento operano attraverso questa procedura:

  1. Colloquio anamnestico in cui lo psicoterapeuta indaga con il paziente il periodo in cui è esordito il problema e i sentimenti connessi al problema.
  2. Inizio della procedura terapeutica volta a cambiare i vissuti precedenti alla fame nervosa. Questo passaggio della terapia è un primo passo fondamentale, tramite esercizi di autoipnosi (Vanderlinden et al. , 1992) si “insegna” al paziente come può cambiare l’automatismo emozione – fame. In questo modo il cervello stesso impara a comportarsi diversamente quando inizia a provare le emozioni negative precedenti alla fame nervosa.
  3. Tramite tecniche specifiche di tipo ipnotico (Affetto Ponte – Watkins, Terapia degli stati dell’io – Vanderlinden) il paziente viene invitato a rivivere la prima volta in cui ha vissuto la medesima emozione negativa che prova prima della fame nervosa. In questo modo la persona, assieme al terapeuta, può rivivere la prima esperienza in modo differente. Quando non sappiamo gestire un’emozione, è utile tornare, tramite procedure di tipo ipnotico, alle prime volte che questa emozione è stata provata, ma con le risorse del presente: per poter rivivere l’esperienza in maniera differente.

 

Dott. Matteo De Tomi

Psicologo Psicoterapeuta

Socio Ordinario della Società Italiana di Ipnosi

Mobile: 3401299026

 

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