Trauma psicologico e ipnosi

Trauma psicologico e ipnosi

Il trauma psicologico e l’utilità dell’ipnosi

Una delle cose peggiori che un uomo può soffrire è il senso di impotenza di fronte agli eventi. Si pensi alla difficoltà a riprendere in mano la propria automobile dopo aver avuto un incidente, oppure dopo aver avuto un attacco di panico. Le cause dell’impotenza di fronte agli eventi, di sentirsi sottomessi, costretti e non essere  capaci di agire ha tantissime cause.

Qui vorrei prendere in considerazione le cause derivate dal trauma : incidenti, molestie, abusi, attacchi di panico; questi eventi lasciano delle tracce.

Le tracce possono essere presenti a livello cognitivo tipo pensieri intrusivi sull’incidente, sogni, vissuti intrusivi, immagini che appaiono all’improvviso e fanno star male la persona che le vive .

Questo senso di intrusività, quindi di impotenza che le persone vivono dopo il trauma deriva da fattori puramente biologici. Quando avviene un trauma la persona si sente impotente, c’è molta paura e l’asse ipotalamo o ipofisi surrene produce molto cortisolo che manda in tilt la funzione dell’ippocampo( parte importantissima del cervello che serve all’elaborazione della memoria). Quindi il ricordo, la situazione non vengono elaborati ma rimangono impliciti, quindi vuol dire che può succedere che in certi momenti possono riaffiorare emozioni e comportamenti avuti durate l’evento traumatico.

Quando una persona è in una situazione che per qualche motivo ricorda l’evento traumatico la persona si comporta come all’epoca.

Come ci influenza il trauma?

Pensiamo anche quindi a certe persone che hanno subito un abuso sessuale  da piccoli che quando  saranno grandi si sentiranno impotenti in situazioni sessuali o hanno paura ad esprimersi, ad essere se stessi. Questo perché certe situazioni riattivano il senso di insicurezza e di fragilità perciò la persona tende a comportarsi sempre nello stesso modo. Quindi ecco l’utilità della psicoterapia su base ipnotica.  Noi infatti come studio Modelli di Cambiamento, utilizziamo la dissociazione: ovvero, attraverso la dissociazione della mente la parte adulta con il terapeuta può lavorare sul trauma. Tutto ciò per promuovere l’autostima della persona e il distacco dall’ evento e creare nuovi collegamenti positivi per la persona. Tutto ciò aumenta l’autostima, il senso di sicurezza e tramite tecniche ipnotiche e di proiezione futura la persona può immaginare di vivere situazioni future con maggior flessibilità e sicurezza di sé lasci ondosi non più condizionare dai vissuti del trauma precedente.

Dopo alcune sedute di ipnosi la persona potrà quindi sentire di comportarsi diversamente in situazioni che prima la mettevano fortemente a disagio.

 


Ipnosi a Verona e Legnago

Ipnosi a Verona e Legnago: noi siamo le esperienze che abbiamo vissuto.

Il dott. Matteo De Tomi, Socio Ordinario della Società Italiana di Ipnosi, utilizza l’ipnosi Ericksoniana negli studi di Verona, Legnago e Rovigo.

La psicoterapia è una disciplina recente che inizia ad essere studiata scientificamente negli anni 50. In questi anni si è visto come la terapia cognitivo- comportamentale e la terapia basata sull’ ipnosi portava dei buoni risultati visibili e statistici. Possiamo trovare vari studiosi quali: Hammon, Byrne, Montgomery che dimostrano l’utilità dell’ipnosi.

Il modello operativo dello studio a cui sono associato è un modello di tipo integrato. Utilizziamo il modello cognitivo- comportamentale ( utile per cercare di capire i pensieri disfunzionali che hanno le persone) e l’ipnosi (basilare per creare delle esperienze riparative). Il nostro punto cardine è il modello esperienziale ,perché noi siamo le esperienze che abbiamo vissuto.  E sono le esperienze che ci cambiano.

Uno studioso, Holmaat, afferma che le esperienze emozionali cambiano le connessioni sinaptiche del cervello. Questo vuol dire che una forte emozione fa sì che noi cambiamo il nostro modo di pensare e di percepirci.

Lo scopo della terapia non è unicamente parlare ma fare esperienze con i nostri pazienti perché solo con quelle una persona cambia.

Questo è possibile grazie all’utilizzo dell’ipnosi. Durante lo stato ipnotico noi facciamo riaccedere la persona ad un episodio recente o del passato che è stato vissuto negativamente e che quindi ha formato un’esperienza negativa (formata da pensieri, sensazioni e comportamenti) che ci può condizionare ancora, facendo un esempio molto semplice:

può accadere che se  una persona da bambino ha vissuto un’esperienza traumatica con un cane, nel futuro la persona tenderà a  sperimentare ancora le stesse emozioni e sensazione di un tempo quando vede un cane.

Oppure:

una persona che ne passato è sempre stato criticato quando esprimeva il suo parere, nel presente la stessa persona può sentirsi a disagio quando è con gli altri e vorrebbe esporsi.

Quindi, in terapia facciamo sì che la persona possa rivivere quel momento in maniera positiva, abituiamo quindi il paziente a sperimentare una situazione potenzialmente critica in una maniera diversa. Dopo alcune sessioni di ipnosi, la persona si troverà a vivere situazioni presenti proprio come vorrebbe, senza essere condizionato da esperienze passate.

Come avviene in cambiamento in ipnosi?

Il  nostro cervello lavora su due processi: un processo logico – razionale, quello che ci hanno sempre insegnato fin da piccoli, relativo agli apprendimenti e alla logica e  il processo emozionale, . Nella quotidianità è più rilevante il ruolo della parte logica e in minoranza quella emozionale. Nell’ipnosi invece il livello emozionale va quasi alla pari del livello relazionale: i due processi lavorano in parallelo con la stessa “forza”. Le esperienze quindi emozionali nello stato di trance cambiano il mondo di pensare.

psicologo ipnosi Verona e Legnago

Lo psicologo Socio Ordinario della Società Italiana di Ipnosi di Verona e Legnago

 

 



L’ipnosi in psicoterapia a Verona

Ipnosi a Verona

Come operano con l’ipnosi gli psicologi-psicoterapeuti di Modelli di Cambiamento?

L’ipnosi è una tecnica utilizzata in psicoterapia che ha dimostrato effetti positivi.

La psicoterapia è una disciplina che inizia ad essere studiata in modo scientifico negli anni ’50, dimostrando in modo statistico che le tecniche di tipo cognitivo comportamentale e l’ipnosi portavano a effetti positivi nella terapia dei pazienti.

Molti studi (tra cui Hammon 2010, Byrne 1973, Montgomery 1955) ad esempio hanno dimostrato l’utilità dell’ipnosi nel trattamento dei disturbi d’ansia (attacchi di panico, disturbo post traumatico da stress, disturbo d’ansia generalizzato).

Modello teorico e clinico degli specialisti dello studio Modelli di Cambiamento è l’integrazione tra il modello cognitivista e il modello ipnotico. Il nostro approccio è quindi di tipo esperienziale.

Noi siamo le esperienze che abbiamo vissuto

Obiettivo della terapia con l’ipnosi è creare nuove esperienze affinché la persona possa vivere diversamente la quotidianità. Come dimostrarono gli studiosi Holmaat e Svodoba (2009):

le esperienze emozionali possono rinforzare l’apprendimento alterando la forza delle connessioni sinaptiche del cervello.

Attraverso l’ipnosi il paziente può vivere esperienze che di solito gli arrecano sofferenza in maniera differente, grazie al terapista. Così facendo il cervello cambia le idee che ha di sé e del mondo. Le emozioni cambiano i pensieri. Ci sono varie tecniche per cambiare le esperienze che fanno male: la tecnica del cambio di storia, tecniche di desensibilizzazione, reparenting (per vedere un esempio di reparenting clicca qui)

Come avviene il cambiamento con l’ipnosi?

Si può dire che il cervello opera con due processi:

– Processo logico (abitudini apprese, schemi)
– Processo emotivo (l’istinto, le emozioni)

Nelle vita quotidiana è il processo logico a dominare la vita delle persone. In ipnosi si fa sì che il processo logico e quello emotivo invece vadano più in parallelo! Affinché le emozioni possano cambiare gli abituali modi di pensare.
A livello neurologico acccade infatti che l’attività cerebrale si sposta verso il lobo destro, causando una inibizione del lobo frontale (Alexander, 2007)

Per leggere altri articoli degli specialisti di Modelli di Cambiamento clicca qui:

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Dott. De Tomi

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La terapia contro gli effetti dell’abuso sessuale

La terapia contro gli effetti dell’abuso sessuale

      abusosessuale

Nell’intervista a Radio RCS spiego gli effetti psicologici derivanti dall’abuso sessuale e la terapia ipnotica contro gli effetti dell’abuso sessuale.

Le conseguenze dell’abuso sono molteplici. A livello relazionale la vittima dell’abuso può riportare molte difficoltà con le persone del sesso opposto, paura della vicinanza fisica, del rapporto sessuale.

A livello individuale e relazionale queste persone spesso provano un senso di vergogna generale nel rapporto con gli altri e con se stessi. Il senso di vergogna spesso deriva dal fatto che la vittima si colpevolizza (ingiustamente) per l’accaduto pensando che al momento del fatto poteva reagire e ribellarsi. Certe persone, addirittura, si colpevolizzano pensando di esser state loro stesse a indurre la persona a compiere l’abuso!

  • La terapia con l’ipnosi

Nel caso di abusi avvenuti durante l’infanzia innanzitutto è necessario far pace con il “bambino interiore” .E’ necessario spiegare subito bene alla persona in terapia come funziona il trauma e gli effetti degli abusi: la vittima non ha nessuna colpa, all’epoca non aveva i mezzi per difendersi.

Passo ulteriore, sia che si tratti di abusi perpetrati durante l’infanzia o nella fase adulta, è il protocollo ipnotico di Lankton per la risoluzione del trauma: partendo dal presupposto fondamentale che la persona abusata ha comunque varie parti di sé forti,e dal presupposto che all’epoca della violenza la vittima non poteva difendersi si fa sì che la parte forte della persona vada ad aiutare la parte traumatizzata, spiegandole bene cosa stava succendendo all’epoca, che non aveva colpa, e portandola via dall’episodio.
Così facendo la persona sentirà una nuova immagine positiva di sé e, a contatto con le altre persone si sentirà meglio, dimostrerà a se stessa a livello profondo di saper ora reagire se ci saranno persone che le vorranno fare qualcosa contro la sua volontà. Spesso infatti la paura di queste persone è di non avere il controllo nelle relazioni: di essere vittime o derisi, invece, tramite queste tecniche impareranno direttamente che ora non sono più indifesi e che possono difendersi e dire cosa vogliono e cosa no.

Allo stesso tempo queste persone recupereranno la fiducia negli altri, minata precedentemente.

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Dott. De Tomi


Le varie categorie dell’ansia

Estratti dall’incontro sui disturbi d’ansia e la paura tenutosi il 10 giugno 2014 presso il circolo NOI di Carpi di Villa Bartolomea

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Cos’è la paura?

La paura è una delle emozioni fondamentali derivante dalla percezione di un pericolo, reale o supposto.
Quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci può far male o che crediamo possa danneggiarci, il nostro corpo e la nostra mente attivano tre modalità di difesa: possiamo immobilizzarci, scappare, oppure attaccare. Queste modalità sono solitamente accompagnate da modificazioni fisiche utili all’evitamento del pericolo e alla nostra salvaguardia: accelerazione del battito cardiaco, intensificazione delle funzioni fisiche e cognitive con aumento dell’attenzione, protezione di parti importanti del nostro corpo (come il viso, il petto).
La paura vive nel qui ed ora, è sempre paura di qualcosa di preciso. La paura dura poco, quel tanto per aiutarci a rispondere al pericolo.

Che differenza c’è tra paura e ansia?

Se la sensazione di paura persiste anche quando non c’è un pericolo immediato si parla di ansia.
L’ansia è uno stato utile e fisiologico di attivazione mentale e fisica che ci aiuta ad affrontare meglio situazioni future (ad esempio, vari studi dimostrano che presentarsi ad un esame con un po’ di ansia porta a risultati migliori rispetto a chi è completamente calmo). L’ansia, a differenza del paura, è rivolta al futuro.
È normale e fisiologico avere un po’ di ansia in vista di un esame, oppure in vista di un colloquiansia_psicolog_veronao di lavoro.

Si parla di ansia patologica, ad esempio di disturbo d’ansia generalizzata, quando vi è un’eccessiva ansia e preoccupazione relative ad una serie di eventi o attività (lavoro, scuola, … ). Questa eccessiva preoccupazione porta la persona a sentirsi invasa dal problema, potrà presenterare quindi disturbi del sonno, tensione muscolare, difficoltà di concentrazione, facile affaticabilità. Altri sintomi fisici possono essere gastrointestinali (nausea, gastrite, …) ,dermatologici (orticaria, rossore, eccessiva sudorazione), respiratori (sensazione di soffocamento, difficoltà di respirazione), cardiovascolari (tachicardia, ipertensione).
Quando sentiamo molta ansia temiamo per il futuro: già prevediamo e sperimentiamo nella nostra testa la situazione futura, avvertendo che tutto andrà male o almeno nel modo che non vorremmo

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Quali sono i principali tipi di disturbi d’ansia?

Il DSM V, ovvero il Manuale internazionale diagnostico dei disturbi mentali, classifica vari sottotipi di problemi legati all’ansia, tra cui:
– l’attacco di panico,
– il disturbo d’ansia generalizzato,
– l’ansia sociale,
– il disturbo post traumatico da stress.

L’attacco di panico è un improvviso aumento di paura, apparentemente senza motivo, associato a sensazione di mancanza d’aria, sensazione di morire o d’impazzire. Raggiunge il suo picco in pochi minuti e può durare circa 10 minuti nei casi più gravi. I sintomi più frequenti sono: tachicardia, sensazioni di soffocamento, dolore o fastidio al petto, paura di perdere il controllo o di impazzire. Si tratta di un momento di ansia acuta e incontrollata.

Disturbo d’ansia generalizzato: quando vi è un’eccessiva ansia e preoccupazione relative ad una serie di eventi o attività (lavoro, scuola, … ). Questa eccessiva preoccupazione porta la persona a presentare disturbi del sonno, tensione muscolare, difficoltà di concentrazione, facile affaticabilità. Altri sintomi fisici possono essere gastrointestinali (nausea, gastrite, …) ,dermatologici (orticaria, rossore, eccessiva sudorazione), respiratori (sensazione di soffocamento, difficoltà a respirare), cardiovascolari (tachicardia, ipertensione).
La persona continua a rimuginare sugli stessi pensieri per settimane e mesi non vedendo vie d’uscita.

Ansia sociale: si tratta di una marcata paura o ansia rispetto a situazioni in cui la persona è esposta al possibile giudizio degli altri, si può trattare di una festa come di una riunione, come a un normale ritrovo tra amici o conoscenti. In questo caso l’ansia si esprime tramite arrossamento, sensazione di disagio generale, timidezza eccessiva oppure tramite l’evitamento della situazione.

Disturbo post traumatico da stress: Si verifica dopo che la persona è stata coinvolta in un evento fortemente traumatico oggettivo (incidente, abuso, catastrofe ambientale, rapina, …). Si tratta di uno stato fortemente ansioso caratterizzato da:

• Vissuto intrusivo dell’evento che si propone alla coscienza
• Stato di coscienza simile allo stordimento
• Difficoltà del sonno
• Ansia generalizzata
• Sintomi depressivi

Particolarmente utile per questo disturbo è la tecnica ipnotica che porta la persona a fare un “restauro” della situazione precedentemente vissuta.

Come uscirne?

La paura, l’ansia le impariamo nel corso della vita. Abbiamo l’ansia quando non ci sentiamo sicuri, quando magari vorremmo cambiare qualcosa ma non ci sentiamo pronti … l’ansia è un’amica, ci dice che dobbiamo cambiare qualcosa.

Lo psicologo – psicoterapeuta in questo senso è un valido strumento, dotato di conoscenza, esperienza, neutralità, per aiutare la persona a individuare il problema, capire perché c’è l’ansia e “allenare” la persona a modificare gli schemi rendendoli più funzionali.
Utile a tal fine è la tecnica dell’ipnosi: durante la trance ipnotica la persona rivive la situazione di ansia e , proprio perché in un contesto diverso e non più nel momento passato dell’esperienza, con l’aiuto delle proprie risorse vivrà la situazione in modo differente, ed effettuerà un riapprendimento.
La terapia sistemico relazionale con la tecnica ipnotica ericksoniana permettono di aiutare la persona nel pieno rispetto dell’individualità, della sua storia personale, delle sue potenzialità.


Disturbi d’ansia: cosa sono? La terapia conversazionale per rinforzare la persona e la terapia ipnotica per creare nuove esperienze riparative

Disturbi d’ansia e… terapia

Come tratto il problema dell’ansia?

 Sappiamo tutti cos’è l’ ansia, perché l’abbiamo sperimentata. Tecnicamente viene definita come anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione.

Ansia

Ansia

Si sa anche che un po’ di ansia è normale, poi però ci sono persone che ne soffrono quotidianamente (disturbo d’ansia generalizzata), altre che hanno delle crisi acute chiamate attacchi di panico, altri ancora ne soffrono in alcuni ambienti (fobia sociale, ansia scolare), altri ancora devono tenere tutto controllo per evitare un eccesso di ansia (disturbo ossessivo compulsivo).

 In questo breve intervento intendo mostrare a livello clinico e pratico ciò che ho visto e che continuo a vedere con le persone che mi chiedono aiuto per problematiche di ansia, poi anticiperò brevemente come lavoro.

Nella pratica clinica ho scoperto quanto utile sia modificare l’idea dell’ansia che ogni paziente ha. Cosa vuol dire?

Le persone in terapia con me arrivano come primo passo alla consapevolezza che l’ansia ci avverte sempre che qualcosa non va, va intesa come un messaggio che noi stessi ci diamo. Oltretutto, fondamentale, con i pazienti cerco sempre di evitare che parlino di “ansia”o di altre terminologie tecniche, ma cerco che loro stessi già nelle prime sedute modifichino il termine con “paura”, perché?

Dire “ho ansia” fa pensare a qualcosa di pervasivo e di incontrollabile (ed è vero che a volte ci sentiamo così!), come se “cascasse dal cielo”, mentre dire “ho paura” fa già pensare a un oggetto di paura! “Ho paura di”. Quindi è possibile aiutare la persona a vedere che l’ansia deriva dalla paura di qualcosa che non si riesce ad affrontare ma che si vorrebbe affrontare! L’ansia è una grande amica che sa le nostre debolezze, quindi ci avvisa!

Cos’è la terapia allora?

 Il lavoro clinico sarà un lavoro di ritrovamento dell’autostima, della certezza di poter affrontare le situazioni nel “qui ed ora” di ogni istante della vita.

Come tutti sanno, quando c’è paura la sensazione è di attesa per il futuro: “Cosa succederà se faccio così? Cosa faccio? Andrà bene?”. Ma un’altra fondamentale domanda che ci facciamo senza saperlo quando siamo in ansia in realtà è “Vado bene? Sono in grado di affrontare la vita? Valgo?”. Questa è la domanda essenziale, esistenziale: “Valgo?”

Il lavoro che si farà con la persona sarà quindi quello di capire esattamente di cosa ha paura, dei motivi per cui non utilizza altre modalità per far fronte ai problemi, indagare dove ha imparato a svalutarsi e sostenere la persona nel momento difficile aiutandola a trovare nuove soluzioni tramite interventi conversazionali e tecniche attive come l’ipnosi.

Due tecniche

Tecnica della sedia vuota: tra le tecniche ho sempre trovato molto utile la cosiddetta tecnica esperienziale ipnotica cosiddetta della “sedia vuota”, attraverso cui la persona personifica il sintomo e potrà farà varie scoperte … tra cui il senso di potere e di controllo la persona può avere sul problema e come può ridurlo fino ad eliminarlo.

Tecnica ipnotica: noi siamo le esperienze che abbiamo vissuto. Questo concetto è fondamentale nel processo terapeutico che attuo con i colleghi di Modelli di Cambiamento. Cosa vuol dire? Significa che nel passato ci possono esser stati episodi che abbiamo affrontato male, che ci hanno fatto paura o ansia. Successivamente poi accade che ritrovandosi in una situazione simile a quella del passato la persona può iniziare a provare dei sintomi simili al passato. Volendo fare un esempio classico: la persona che va in ansia quando deve parlare in pubblico. Solitamente una persona così ha vissuto male nel passato un episodio simile, solitamente durante l’infanzia. La persona quindi poi quando si ritrova, anche dopo anni, a dover parlare in pubblico si attiva nel cervello la stessa modalità che si attivò nel passato! Il problema poi è che l’ansia si rinforza di giorno in giorno se non elaborata.

Attraverso l’ipnosi la persona potrà sperimentare il primo episodio di ansia ma in modo differente! Così facendo il suo cervello imparerà a non aver più ansia o paura in situazioni simili. Questo nuovo apprendimento è possibile proprio perché la persona si trova in uno Stato Modificato di Coscienza. Quando si parla di Stato Modificato di Coscienza (ovvero lo stato di trance ipnotica) s’intende semplicemente che la persona prova sensazioni differenti ricordando il passato. Esempio: quando si è al lavoro si è concentrati giusto? Quando invece si è in vacanza in spiaggia si è più rilassati, esatto? Ecco, in spiaggia e al lavoro siamo sempre noi stessi, ma in uno stato di coscienza diverso!

 Dott. De Tomi

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