Ipnosi per smettere di fumare: quanto é efficace?

ipnosi-smettere-di-fumareUno studio di quest anno condotto da alcuni ricercatori dell’univrsità del Massachusetss ha messo in luce la maggiore efficacia dell’ipnosi per smettere di fumare rispetto alla terapia farmacologica (nicotine replacement therapy – NRT).

La ricerca ha coinvolto 164 soggetti suddivisi in 3 gruppi sperimentali. Il primo gruppo (41 soggetti) riceveva la terapia farmacologica (NRT) per 30 giorni, il secondo (39 soggetti) faceva una seduta di 90 minuti di ipnoterapia, il terzo (37 soggetti) combinava la terapia farmacologica con l’ipnosi. Tutti i gruppi sono stati confrontati con un gruppo di 35 soggetti che avevano rifiutato il trattamento.

I risultati dimostrano che chi faceva l’ipnosi viveva meglio la condizione di “non fumatore” rispetto al gruppo col solo trattamento farmacologico. Il gruppo che combinava i due trattamenti invece non differiva significativamente rispetto a quello con la sola ipnosi. Dopo 26 settimane il livello di astinenza dal fumo era tre volte superiore nei soggetti che avevano ricevuto il trattamento con ipnosi.

Sulla base di questi dati gli autori di questo articolo concludono che l’ipnosi possa essere un valido aiuto per chi vuole smettere di fumare, seppur non sottovalutando la NRT che è un trattamento consolidato ormai da anni.

Questi dati vengono da una fonte autorevole e sono assolutamente condivisibili, anche se é bene specificare che l’ipnosi non é assolutamente una panacea per chi vuole smettere di fumare. Tutte le meta analisi condotte sull’argomento infatti mettono in luce che, sebbene l’ipnoterapia sia un valido aiuto, non può prescindere dalla motivazione soggettiva a smettere. Per questo prima di iniziare un’ipnoterapia per smettere di fumare é sempre meglio fare un’indagine approfondita sui motivi per cui la persona vuole smettere e sul livello di dipendenza di modo da tarare modi e tempi del trattamento che rimane comunque un training motivazionale breve (TMB) che si conclude in un massimo di 5 incontri.

(Fonte: Hasan e collaboratori in Complementary Therapies in Medicine, n. 22 – 2014)