Terapia degli acufeni

acufeni ipnosiChe cos’é l’acufene?

L’acufene é un fischio o un ronzio percepito all’interno di uno o di entrambi gli orecchi e che non ha un’origine esterna, può essere percepito in modo pulsante o costante. Questo disturbo può essere dovuto ad ipoacusia (perdita dell’udito), problemi di pressione, neuroma acustico, intossicazione da droghe e depressione. Tuttavia per la maggior parte dei casi di acufeni non é ancora stata rilevata una causa. Le persone colpite da questo disturbo sono però molte, circa il 18% nei paesi industriallizzati.

Come si curano gli acufeni?

Le terapie per questo tipo di distubo sono molte. Si va dalla stimolazione elettromagnetica, alla camera iperbarica, all’uso di farmaci antidepressivi fino all’utilizzo di metodi più naturali come l’agopuntura e l’assunzione di ginko biloba. In questo contesto ha una forte efficacia anche la terapia tramite ipnosi Ericksoniana che ha trovato riscontro positivo nel 73% dei casi secondo diversi studi sperimentali (Attias e collaboratori, 1990; Andersson e collaboratori, 1995 -1999; Cope 2008; Sanchez e Rocha, 2011). Spieghiamo quindi…..

Come funziona l’ipnosi nella cura degli acufeni

Per capire il motivo per cui l’ipnosi ha successo nella cura degli acufeni spieghiamo alcune cose sulla natura di questi fischi e ronzii:

L’acufene é una risposta condizionata

Ovvero creata da una parte del cervello inconscia che regge i processi automatici e di conseguenza il fischio viene prodotto in automatico. Per questo motivo tutti i tentativi di cotrollare consapevolmente l’acufene hanno pochi risultati perché é un suono prodotto automaticamente ed inconsapevolmente da alcune cellule nervose che spesso attivano di conseguenza aree del cervello responsabili di processi emotivi ed é per questo che l’acufene viene vissuto nella maggior parte dei casi con un senso di fastidio e disagio. Ne consegue che….

Il cervello percepisce l’acufene come una minaccia

Questo accade perché, la prima volta che viene percepito, l’acufene é un suono nuovo che non si era mai sentito prima associato, come abbiamo detto prima, ad un forte disagio. Questo fa sì che il nostro crevello viva quel suono come una minaccia e generi quindi sensazioni di ansia e paura. Molti studi associano l’acufene anche a stati depressivi o comunque a stati emotivi negativi. Premesso questo andiamo quindi a vedere come funziona in questi casi

L’ipnosi Ericksoniana

La tecnica che si utilizza ha i seguenti scopi:

  1. Fare in modo che la parte automatica del cervello selezioni gli stimoli uditivi e presti quindi automaticamente meno attenzione a fischi e ronzii e di più invece a tutti gli altri suoni. Questo anche attraverso i punti 2 e 3.

  2. Limitare l’impatto emitovo dell’acufene di modo che non sia più vissuto con disagio ma come un suono emotivamente neutro.

  3. Attribuire nuovi significati all’acufene in modo profondo cosicché non sia più visuuto come un’esperienza negativa

Tutto questo é possibile perché l’ipnosi Ericksoniana, attraverso il linguaggio metaforico, può agire direttamente su quella parte del cervello definita inconscia modificando i processi automatici da essa prodotti.

Il risultato che i pazienti percepiscono alla fine della terapia é un considerevole abbassamento del volume dell’acufene che rimane sullo sfondo ed percepito come un leggero rumore di fondo non più fastidoso.

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