Ipnosi e insonnia: L’ipnosi aiuta a dormire meglio?

Che l’ipnosi avesse un ruolo importante nel trattamento dell’insonnia era già stato dimostrato da diversi studi, perché questo accade però è stato scoperto da una ricerca del 2014 condotta dall’Università di Zurigo e pubblicata su Sleep.

Perché l’ipnosi è così efficace nel curare l’insonnia?

Insonnia Ipnosi

S. Dalì, “La persistenza della memoria” – 1931

Secondo i ricercatori Svizzeri l’ipnosi aumenta la durata del sonno cosiddetto ad onde lente che è fondamantale per aiutare le persone a dormire bene e ad ottenere ristoro dal sonno.

Allo studio hanno partecipato settanta giovani donne nelle quali veniva indotta un’ipnosi specifica volta ad aumentare la profondità del sonno. Un secondo gruppo invece riceveva l’ipnosi attraverso una registrazione. Successivamente tutte dormivano per 90 minuti e venivano rilevati i segnali elettroencefalografici. I risultati hanno messo in luce che le donne che ascoltavano l’ipnosi dal terapeuta aumentavano il sonno ad onde lente dell’81% rispetto a quelle che ascoltavano la registrazione.

Questo studio è molto promettente perché indica che l’ipnosi, oltre ad esssere un ottimo metodo per curare l’insonnia, potrebbe aiutare soggetti particolarmente predisposti, come gli anziani o alcuni pazienti con ansia generalizzata, a stabilizzzare i cicli del sonno migliorandone la qualità ed evitando gli effetti colaterali dovuti ai farmaci.

E’ comunque bene ricordare che, nei casi di insonnia, l’ipnosi è molto più efficace se accompagnata da una serie di piccole indicazioni che hanno lo scopo di predisposrre l’organismo a dormire meglio. Ne ricordiamo alcune:

  1. Andare a letto e svegliarsi più o meno sempre alla setssa ora. Quest’abitudine aiuta a regolarizzare i cicli ormonali che facilitano un sonno più profondo.

  2. Se non si riesce ad addromentarsi in circa 15 – 20 minuti, meglio alzarsi ed impegnarsi in attività rilassanti ma seduti su di una poltrona. In questo modo si predispone il fisico al sonno meglio che rimanendo distesi.

  3. Svolgere attività fisica 4 – 6 ore prima di andare a letto. Favorisce la profondità del sonno.

  4. Non assumere alcoolici prima di andare a letto. Facilitano l’ingresso nel sonno ma ne peggiorano la qualità.

(Fonte: Cordi e collaboratori, in Sleep n. 37 – 2014)