Quando si entra in ipnosi si perde il controllo delle proprie azioni e di se stessi?

No. Durante lo stato di trance ipnotica accade che l’emisfero sinistro del cervello, deputato alle abilità matematiche, logiche e in particolar modo razionali, che viene abitualmente sfruttato in maniera predominante, entri in uno stato di riposo, lasciando lavorare l’emisfero destro, che a sua volta si occupa di tutto ciò che riguarda la creatività, le potenzialità, l’energia, i sogni, le abilità artistiche e poetiche, sede dell’inconscio. L’inconscio non è qualcosa di cui aver paura, da tenere lontano ma è come una scatola che racchiude tutte quelle esperienze che apparentemente non ricordiamo più, sede dei pensieri emotivi, di sensazioni, di quella parte di noi alla quale facciamo fatica ad avere accesso ma che esiste e lavora senza che noi ce ne rendiamo conto pienamente e nella quale sono contenute le risorse utili a risolvere i problemi e le condizioni patologiche di cui spesso si soffre. Lo stato di trance assomiglia a quello stato di rilassamento che si raggiunge poco prima di dormire, in cui non si perde né il controllo del proprio corpo né dei propri pensieri, che si assopiscono entrando in una comunicazione continua, osservando e ascoltando il flusso di emozioni interne anzichè prestare attenzione a ciò che accade intorno.